sabato 23 maggio 2009

TASSE E FURBETTI DEL QUARTIERONE


Raffaele Bonanni, segretario generale della CISL, dal palco del XVI congresso della confederazione, ha denunciato la continua perdita di potere d’acquisto delle pensioni, ha affermato che gran parte dei proventi fiscali dello stato provengono dagli stipendi dei lavoratori e ha indicato una strada oramai indispensabile da percorrere e cioè: un adeguamento delle pensioni, un alleggerimento del prelievo fiscale sui lavoratori e lo spostamento del prelievo fiscale sui consumi piuttosto che, come ora, basato principalmente sui redditi.
“Spostiamo il prelievo dalle persone alle cose”, con altre parole ribadisce lo stesso concetto pure l’attuale ministro dell’economia Giulio Tremonti.
Anche il nostro partito ha più volte denunciata la scarsa equità del nostro sistema fiscale che tende a premiare con leggi, condoni e vari espedienti, il grande popolo degli evasori che abita nel nostro paese. Forse con la crisi attuale è pure giunto il momento in cui il sistema potrebbe cambiare. Forse in questo momento di così grave recessione si potrà trovare delle convergenze utili a rendere finalmente attuabili quelle riforme che da anni attendono il loro compimento.
Sarà più giusto ed etico far pagare le giuste tasse a chi si compera uno yacht piuttosto che aumentare un punto sul prelievo fatto dalla busta del lavoratore. Mi sembra che ciò sia di una chiarezza estrema. Non c’è solo la barca, ma ci sono automobili per ogni componente della famiglia e più d’una, ci sono ville e dependance al mare. E’ di questi giorni la demolizione di una villa faraonica (in costruzione nei pressi di Roma) appartenente ad uno zingaro che non dichiarava nessun reddito. Insomma, siamo un paese del terzo / quarto mondo o un paese civilizzato? È possibile che con gli archivi incrociati, le intercettazioni, una marea di agenti vari sul territorio, ci troviamo sempre di fronte a casi di questo genere? E’ possibile che accertiamo evasioni colossali e che non riusciamo a far pagare le tasse a questa gente?
Il passaggio deciso del prelievo fiscale dai redditi ai consumi sbaraglia il campo da tutti questi difficili ed inefficaci controlli, pone tutti i cittadini di fronte al fatto che il consumo sarà l’indicatore della loro ricchezza e questo mi sembra un buon mezzo per raggiungere il risultato.
Non credo si ridurranno i consumi perché questo farà emergere la propria ricchezza anzi, sino ad oggi i ricchi hanno amato proprio esibire il loro potere economico.
Bisogna fare in modo che diventi “normale” quello che dovrebbe essere NORMALE e cioè: se possiedo e/o sono nella mia disponibilità personale un aereo, uno yacht, dieci mercedes, quattro ville non è possibile e dico NON E’ POSSIBILE che io dichiari un reddito zero e nessuno se ne accorga! Con lo spostamento del prelievo fiscale ai consumi farà risultare automaticamente e con evidenza la ricchezza annullando efficacemente le attuali scappatoie.
Mario Marin
Coordinatore Provinciale di Trieste
3474204292

domenica 26 aprile 2009

Il nostro candidato al parlamento europeo Giorgio Pressburger

domenica 21 dicembre 2008

TRIESTE: 7000 FIRME CONTRO IL LODO ALFANO


A Trieste è stata raggiunta e superata la soglia delle settemila firme contro il famigerato "LODO ALFANO".

Grazie al grande impegno dei nostri tesserati e alla fortissima partecipazione dei triestini abbiamo potuto raggiungere e superare gli obiettivi che ci sono stati sollecitati dal nostro Garante regionale On. Carlo Monai, dal Responsabile Regionale per il referendum Paolo Bassi e richiesti per Trieste dal nostro presidente Antonio Di Pietro.

Un ringraziamento particolare a tutti quegli iscritti che si sono prodigati ai banchetti ed in sede.

Un sentito grazie ai consiglieri comunali Roberto Decarli e Alessandro Minisini che incessantemente si sono profusi nella certificazione delle firme coaudiuvando Andrea Mariucci nostro consigliere nella provincia di Trieste.

A tutti il ringraziamento per aver collaborato a questo grande successo.

Grazie!!!!

Mario Marin

Responsabile referendum di Trieste

sabato 25 ottobre 2008

Trasparenza: a IDV di Trieste viene negata la possibilità di effettuare riprese video delle sedute del consiglio comunale.



Dopo quasi un mese , il presidente del consiglio comunale avv. Sergio Pacor, risponde con una indisponibilità, anche espressa dai capigruppo, alla richiesta fatta dal rappresentante IDV di Trieste Mario Marin in accordo con il responsabile regionale On. Carlo Monai, conseguentemente all’iniziativa “dalla parte dei cittadini” che Italia dei Valori sta svolgendo in tutta Italia, per effettuare delle riprese video delle sedute di consiglio comunale per poi diffonderle alla popolazione attraverso vari canali.


- “In relazione alla vostra richiesta, confermo la indisponibilità dell'Aula Consiliare per riprese non effettuate da testate giornalistiche o su incarico dell'Amministrazione.Un tanto anche a seguito di parere unanime della Conferenza dei Capigruppo” – con questa breve e sintetica risposta, il presidente, liquida un diritto del cittadino a “mettere il naso” nel pazzo.


Se pur vero che la giurisprudenza concede qualche distinguo in tal senso è anche vero che con questa risposta si evidenzia quanta sia la distanza che oramai separa il cittadino dalle istituzioni. Motivare questa decisione con qualche giusta considerazione di merito sarebbe stato indispensabile ma evidentemente non si è ritenuto necessario dare spiegazioni a chi , con spirito di servizio, chiede trasparenza nell’interesse generale della cittadinanza.


Italia dei Valori non accetta questa linea e contesta le posizioni oscurantiste di questa maggioranza, ne denuncia l’atteggiamento poco collaborativo assunto e si riserva ulteriori azioni per raggiungere l’obiettivo di un palazzo “trasparente” in cui non esistano veti di qualsiasi genere per il cittadino che è il vero e unico “padrone” del palazzo.


Mario Marin
3474204292

mercoledì 3 settembre 2008

IDV risponde al sindaco Nesladek


In merito a quanto apparso recentemente sulla stampa, Italia dei Valori , tramite il suo coordinatore provinciale Mario Marin, intende chiarire bene le sue posizioni all’interno della maggioranza nel comune di Muggia . “Anche in considerazione del difficile momento economico per le famiglie italiane che deve trovarci ancora più attenti a come si spendono i danari pubblici, abbiamo voluto distanziarci, presentando una mozione che prevede l’abolizione dell’addizionale IRPEF, da alcune scelte fatte dalla giunta, sulla spesa pubblica ed in particolare sull’opportunità dell’acquisto di una automobile di rappresentanza, della dotazione di telefoni cellulari agli assessori, all’aumento delle spese per il personale contestualmente ad una forte riduzione della programmazione di opere di utilità pubblica”. Continua Marin “ Reputiamo politicamente eccessiva la reazione del sindaco Nesladek , nei confronti del nostro capogruppo Andrea Mariucci, rimarcando che in assenza di un più ampio confronto , la presa di distanza al momento del voto sia l’unico strumento democratico che ci rimane per non avvallare politiche della giunta non in linea con i valori che noi reputiamo fondamentali”. Siamo pronti ed auspichiamo con lui per un rapido chiarimento politico ad ogni livello, locale e provinciale, che non potrà non riconoscere in Italia dei Valori un valore aggiunto per tutta la coalizione di centro sinistra. Confermiamo la nostra appartenenza a questa maggioranza senza per questo appoggiare pedissequamente qualsiasi decisione che avvenga al di fuori di un dibattito sereno e democratico e che ci veda quali interlocutori di pari dignità.

Mario Marin
cell. 3474204292

domenica 6 luglio 2008

Muggia - rimpasto di giunta: crisi o no?


Per il coordinatore IDV il sindaco non chiarisce i problemi di questa amministrazione.

“Abbiamo appreso dai quotidiani la notizia del rimpasto di giunta a Muggia ” dice Mario Marin coordinatore provinciale di Italia dei Valori .
Basta questo per ben capire di quali siano i rapporti tra il sindaco e la sua maggioranza.

Italia dei Valori , continua Mario Marin, già da molto tempo sollecitava il sindaco e la maggioranza ad un tavolo per conoscere e discutere eventuali problemi e futuri programmi di questa amministrazione. Ciò non ci è stato concesso e questo costituisce un precedente di estrema gravità politica.
Dover apprendere dalla stampa, quello che avremmo dovuto in anticipo conoscere da un “normale” e corretto rapporto istituzionale, è inaccettabile. Italia dei Valori che fa della trasparenza e dell’etica politica una sua bandiera, ravvisa nei comportamenti del sindaco Nesladek il totale diniego di questi principi fondamentali su cui deve poggiare qualsiasi azione politica che voglia definirsi democratica. Come si può dichiarare che si vuole essere al “servizio” dei cittadini se non si riusciamo neppure ad ascoltare coloro che sono nostri alleati?

“Questo non è un problema politico”, dice il sindaco Nesladek, ma quale giustificazione può supportare il fatto di non volere neppure aprire un dovuto e doveroso dialogo con i partiti che lo hanno eletto?

Prendiamo atto delle scelte fatte dal sindaco e non entriamo nel merito di queste, ma ne contestiamo con forza le modalità con cui sono state attuate. Denunciamo la volontà, sin qua, espressa dal sindaco di non tenere informata la sua maggioranza e il mancato coinvolgimento, in qualsiasi scelta, dei partiti che lo sostengono.
Nel caso questo atteggiamento non mutasse, Italia dei Valori si troverebbe in grave imbarazzo, constatando nei fatti, di non far più parte di questa maggioranza.

Mario Marin
cell. 3474204292
Coordinatore provinciale di Trieste





giovedì 26 giugno 2008

Promesse di sicurezza ai cittadini


E' di ieri la notizia che nel rione di S. Giovanni a Trieste è stato tolto il “carabiniere di quartiere”. Ecco come sono attuate le promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale.
Un piccolo periodo di servizio per accontentare il distratto cittadino e poi via!
Dopo l’alzata di scudi generale, che è maturata a seguito di questa inaspettata decisione e vari incontri avuti tra le rappresentanze locali che chiedevano il ripristino dell’utile servizio, si è arrivati alla conclusione che il carabiniere di quartiere a S. Giovanni non tornerà. Al suo posto vaghe promesse di intensificazione dei controlli da parte della polizia.
Riassumendo: prima Berlusconi convince il cittadino che ci deve essere una presenza fissa sul territorio riconoscibile ed informata a costante contatto con le realtà del rione, quale unica vera soluzione contro la microcriminalità e ne promette e poi realizza in qualche caso l’istituzione del “carabiniere di quartiere”.
Terminata la campagna promozionale “Elezioni”, ci viene a dire che questa strategia non serve più ed il carabiniere viene liquidato.
Questo è ciò che dobbiamo attenderci nei prossimi mesi: la progressiva negazione di tutto ciò che è stato promesso da Berlusconi ai soli fini elettorali, promesse che nessuno ora nel centro destra ha più voglia di mantenere.


Mario Marin
Coordinatore provinciale di Trieste