mercoledì 26 settembre 2007

Minoranze linguistiche e legge regionale 205


L’Italia dei Valori difende il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di lingua, di razza e di religione, nel rispetto dei principi sanciti dall’art. 3 della Costituzione italiana e difende inoltre all’art.6, la tutela delle minoranze linguistiche.


Nell’imminente varo della legge regionale n.205, sul tema delle minoranze linguistiche e in occasione del dibattito previsto sull’argomento, che avrà luogo nell’aula del Consiglio regionale, giovedì 27 c.m., l’Italia dei Valori, appellandosi ai Principi della Carta Europea di Strasburgo, del 05.11.92, auspica che venga rispettato il principio della parità dei diritti e delle opportunità, nonché della tutela e del riconoscimento di tutte le minoranze linguistiche nazionali, regionali e minoritarie, presenti nella Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, siano esse di lingua friulana, germanofona, oppure slavofona, che comprende le minoranze slovena, resiana, natisoniana e po’ nasen.


L’Italia dei Valori, auspica inoltre che le deliberazioni adottate in aula sul tema delle minoranze, si ispirino a quel clima di armonia e di reciproco rispetto, suggerito dai principi sanciti dalla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”, che all’art.1, prevedono:“ Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti “

Chiede inoltre che ai fini dell’applicazione armonica sul territorio delle leggi in materia di minoranze, si preveda il doveroso rispetto dei rispettivi ambiti territoriali, nei quali si parla la propria lingua materna, osservando che: “E’ costituzionalmente illegittimo imporre ad un popolo una lingua diversa da quella che per tradizione culturale è in uso nel proprio territorio.”

Trieste, 26 settembre ‘07


Paolo Bassi
Coordinatore regionale
Italia dei Valori – FVG
Cell. 3391393858
Paolbassi1@virgilio.it

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Concordo con la posizione espressa dal Coordinatore regionale ricordando come sin dall'antichità si è ritenuto necessario comunicare con tutti pur conservando le proprie radici culturali che in larga parte originano anche dalla struttura e forma della propria lingua madre, concetto ben studiato dagli esperti di formazione del linguaggio e come lo stesso Dante Alighieri lo citava come indice di coerenza con il proprio percorso di formazione personale. Ogni lingua reca un portato di esperienze e l'osmosi fra linguaggi arricchisce sempre. Saluti Marco

Anonimo ha detto...

Caro coordinatore, senza entrare nel merito della retorica del suo comunicato (chi, dotato di buon senso, non auspica il rispetto della parità dei diritti?)e senza scomodare la Dichiarazione Universale (che c'azzeccano gli esseri umani che devono nascere liberi?) faccio notare che già la legge 482/99 all'art.2 vi è tutela di lingua e cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, slovene ecc., nonchè di quelle parlanti, tra l'altro, il friulano e il ladino; in particolare la legge 38 del 2001, riprendendo la 482, tutela in modo particolare la minoranza linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia; è inoltre del maggio 2004, una proposta di legge depositata alla Camera dei Deputati, che prevede la modifica dell'art.2 della 482 con l'inserimento delle parole "nonchè delle lingue slave denominate Natisoniano, Po Nasen, Resiano"; presso la Prefettura di Trieste è costituita la Conferenza permanente provinciale che proprio recentemente si è riunita per studiare la migliore applicazione sul territorio della legge 38/01.
A tutto ciò vorrei aggiungere che, per contro, mentre Idv, a trieste agisce in un senso, il partito a Roma agisce in un altro: è del febbraio di quest'anno un'interrogazione di Borghesi ai ministri degli Esteri e dell'Interno con la quale segnala che, proprio nel paese di Resia, e relativamente alla vicenda dei corsi di sloveno organizzati per i dipendenti comunali, "è in atto un tentativo di svilire l'identità della comunità di lingua italiana. Ai dipendenti pubblici si insegna solo lo sloveno....i pochi che si oppongono a questo stato di cose vengono vessati isolati e intimiditi". Non aggiungo altro!
Cordialmente

Anonimo ha detto...

Il 17 ottobre si riaprirà la discussione sul legge 205.Cosa faranno i nostri rappresentanti in Regione a favore del Resiano?

arial ha detto...

sono capitata per caso in questo blog: la questione della minoranza slovena è ignorata dalla maggioranza degli italiani e così la storia di questa comunità..mi sembra una grave carenza limitare il caso a una questione locale