
In questi giorni le cronache politiche nazionali e regionali ci parlano dei casi Mastella-De Magistris e Strassoldo-Tavoschi. Al di là dei risvolti che questi avvenimenti avranno per il futuro del governo Prodi o per il Presidente della Provincia di Udine, mettono a nudo quello che è il problema dell’Italia di oggi, ovvero una classe politica che ritiene di essere al di sopra delle parti, di non poter essere giudicata, perché tanto sa o ritiene di sapere che l’elettorato non la penalizzerà.
L’evidenza di ciò l’abbiamo avuta con il successo in termini elettorali che ha da sempre arriso a Silvio Berlusconi ed al suo partito, l’essere pluri-inquisito, e la persona per cui Cesare Previti ha corrotto dei magistrati (risulta da una sentenza della Cassazione) non ne ha scalfito la popolarità ed ha rafforzato la convinzione in chi ritiene di essere intoccabile di esserlo veramente.
Ma al di là dei singoli avvenimenti ciò che deve lasciare sgomenti è il fatto che davanti a macroscopiche “furbate” di un ministro della repubblica che per impedire di essere indagato mette in atto dei procedimenti per trasferire chi lo sta indagando, ci sia un solo leader politico che si erge a paladino della moralità pubblica e ritiene tutto ciò inaccettabile: Antonio Di Pietro.
Il caso Strassoldo è ancora più grave perché evidenzia una pratica che è quella del voto di scambio, una pratica in uso nella Sicilia mafiosa, nella Campania della camorra, e l’assurdo è che se Strassoldo avesse adempiuto al suo impegno con Tavoschi noi tutti non ne sapremmo nulla, egli continuerebbe ad essere il Presidente della Provincia di Udine e nessuno metterebbe in dubbio la sua integrità. E’ proprio per questo che non è possibile accettare alcuna mediazione, non è possibile giustificare, non si deve perdonare. Non solo Strassoldo deve andarsene con la sua maggioranza, ma non gli deve essere più consentito di occuparsi della cosa pubblica, la condanna del cittadino-elettore nei confronti di chi imbroglia deve essere senza mezzi termini, perché se vogliamo davvero migliorare questo paese, non dobbiamo accontentarci di politici “forse corrotti” ma dobbiamo pretendere politici eticamente inattaccabili.
Il fatto che alcuni di questi accadimenti non abbiano una rilevanza penale non diminuisce il problema etico che c’è, esiste e non deve essere trascurato.
Molte volte ci facciamo incantare dall’eloquio di questo o di quel politico, dal sorriso o dal modo accattivante di muovere le ciglia, questo non può essere il metro per valutare chi votare e chi no.
Si deve scegliere in base all’onestà. Se i partiti che candidano persone condannate o che pur nel rispetto delle leggi hanno comportamenti eticamente discutibili saranno fortemente penalizzate alle elezioni, la classe politica italiana migliorerà.
L’evidenza di ciò l’abbiamo avuta con il successo in termini elettorali che ha da sempre arriso a Silvio Berlusconi ed al suo partito, l’essere pluri-inquisito, e la persona per cui Cesare Previti ha corrotto dei magistrati (risulta da una sentenza della Cassazione) non ne ha scalfito la popolarità ed ha rafforzato la convinzione in chi ritiene di essere intoccabile di esserlo veramente.
Ma al di là dei singoli avvenimenti ciò che deve lasciare sgomenti è il fatto che davanti a macroscopiche “furbate” di un ministro della repubblica che per impedire di essere indagato mette in atto dei procedimenti per trasferire chi lo sta indagando, ci sia un solo leader politico che si erge a paladino della moralità pubblica e ritiene tutto ciò inaccettabile: Antonio Di Pietro.
Il caso Strassoldo è ancora più grave perché evidenzia una pratica che è quella del voto di scambio, una pratica in uso nella Sicilia mafiosa, nella Campania della camorra, e l’assurdo è che se Strassoldo avesse adempiuto al suo impegno con Tavoschi noi tutti non ne sapremmo nulla, egli continuerebbe ad essere il Presidente della Provincia di Udine e nessuno metterebbe in dubbio la sua integrità. E’ proprio per questo che non è possibile accettare alcuna mediazione, non è possibile giustificare, non si deve perdonare. Non solo Strassoldo deve andarsene con la sua maggioranza, ma non gli deve essere più consentito di occuparsi della cosa pubblica, la condanna del cittadino-elettore nei confronti di chi imbroglia deve essere senza mezzi termini, perché se vogliamo davvero migliorare questo paese, non dobbiamo accontentarci di politici “forse corrotti” ma dobbiamo pretendere politici eticamente inattaccabili.
Il fatto che alcuni di questi accadimenti non abbiano una rilevanza penale non diminuisce il problema etico che c’è, esiste e non deve essere trascurato.
Molte volte ci facciamo incantare dall’eloquio di questo o di quel politico, dal sorriso o dal modo accattivante di muovere le ciglia, questo non può essere il metro per valutare chi votare e chi no.
Si deve scegliere in base all’onestà. Se i partiti che candidano persone condannate o che pur nel rispetto delle leggi hanno comportamenti eticamente discutibili saranno fortemente penalizzate alle elezioni, la classe politica italiana migliorerà.




1 commenti:
Che dire, il senso di impotenza che avvertono molti cittadini è emblematico. Il fatto è che, purtroppo, tale sensazione è oramai estesa verso l'intera rappresentanza politica, sia di centro-destra che di centro-sinistra (con l'ovvia eccezione del Ministro Di Pietro e di altri parlamentari onesti), anche perchè su temi fondamentali quali appunto la legalità ed il ripristino di uno stato di diritto oramai leso, anche questo governo ha, ahimè, dato risposte insoddisfacenti alle attese di chi l'ha votato. E allora che fare ? E' necessario aumentare il livello di impegno dei cittadini, rendendo possibile il loro diretto coinvolgimento per rappresentare e rinnovare radicalmente l'attuale classe politica e dirigente del paese, mettendo in atto una vera e propria rivoluzione socio-culturale a tutela della legalità e dei valori della nostra costituzione, individuando strumenti e percorsi con cui questi cambiamenti possano essere messi in atto. Per la sfiducia di una vasta fetta dell'opinione pubblica verso i partiti tradizionali, l'Italia dei Valori, più di ogni altro, può rappresentare il contenitore ideale di idee ed impegno dove una nuova ed onesta classe politica e dirigente può formarsi e mettersi a disposizione per rinnovare il paese e dargli un nuovo slancio, liberando nuove energie, soprattutto giovanili ma anche di altre generazioni fino ad ora impotenti e non rappresentate.
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