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Signor Sindaco, signor Assessore Bandelli, voi andreste in giro vestiti con abiti dell’ottocento (a parte, magari, a carnevale)?
O girereste in un’automobile travestita da carrozza?
Eppure volete abbellire piazza Vittorio Veneto mascherandola con panchine in ghisa e lampioni “in stile”.
Già avete abbellito le Rive con un tale trattamento (comprese amene aiuole con sassi bianchi), rifiutando un progetto di un noto architetto, vincitore di un concorso internazionale nonostante Lei, signor Sindaco, lo avesse lodato in una presentazione dal titolo “Una nuova immagine per Trieste” apparso nel fascicolo “Recuperare la città” allegato al n. 851 della rivista Domus. E non dite che il progetto non era realizzabile poiché prevedeva un tunnel sotto le rive, perché avrebbe potuto essere adattato anche a una sistemazione con la viabilità in superficie.
Certo, voi interpretate il sentimento di numerosi triestini per i quali el nuovo el xe fredo e che quando devono arredare la propria casa comprano mobili “in stile” perché i xe più caldi. Così avviene che, mentre tante altre città fanno a gara per realizzare opere di famosi architetti, a Trieste la quintessenza del gusto architettonico è l’autorimessa in cemento armato all’inizio di via S. Francesco travestita da palazzo eclettico di fine ‘800.
Signor Sindaco, signor Assessore, se volete rendere più digeribile piazza Vittorio Veneto togliendole qualche durezza, rivolgetevi allo stesso famoso architetto che l’ha progettata per chiedere cosa farebbe lui, prima di ricorrere ai pannicelli caldi dell’arredamento finto antico. E magari, per risolvere il problema del gelsomino che non cresce, basta rivolgersi alla vostra Direzione del verde pubblico. E se amate tanto l’antico, siete d’accordo sulla proposta di svuotare un bellissimo edificio antico vero, palazzo Carciotti, per metterci una sala per convegni?
Arch. Roberto Barocchi
Arch. Roberto Barocchi
IDV Trieste




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